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	<title>Buffogatto &#187; salute gatto</title>
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	<description>la casa dei gatti</description>
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		<title>Come esaminare un gatto</title>
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		<pubDate>Sat, 26 Dec 2009 20:22:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffogatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gatto e salute]]></category>
		<category><![CDATA[contenere gatto]]></category>
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		<category><![CDATA[salute gatto]]></category>
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		<description><![CDATA[Quando notate che il vostro gatto non sta bene, per scoprire qual è il problema che lo affligge, dovete esaminarlo. Per effettuare una visita scrupolosa, dovete essere in grado di tenerlo fermo...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per scoprire qual è il problema che affligge il vostro gatto, dovete esaminarlo. Per effettuare una visita scrupolosa, dovete essere in grado di tenerlo fermo. Di solito è un compito facile, ma <strong>in alcuni casi il gatto può essere spaventato o dolorante, quindi riluttante a farsi afferrare e perfino toccare</strong>. Cercate di contenerlo con delicatezza e decisione: non rischiate di farvi mordere o graffiare. </p>
<h2>Abituare i gatti ai controlli</h2>
<p><strong>Fin dai primi giorni abituate il vostro gatto a sopportare un controllo accurato. Fate esercizio inserendo parti della visita nei giochi quotidiani.</strong> Mentre vi esercitate a esaminarlo, non cercate di praticare subito una visita completa: sarebbe troppo fastidioso. Effettuate invece controlli parziali, per esempio della testa e del collo oppure della pelle e del pelo. Date tempo al vostro gatto di abituarsi a essere maneggiato e trasportato, <strong>premiandolo con cibi</strong> dall’odore forte, come pezzetti di fegato scaldati al microonde, gamberetti o altre leccornie che possano solleticargli le papille gustative. </p>
<h2>Contenere un gatto tranquillo </h2>
<p>Afferrate con una mano la testa del gatto sotto il mento, con delicatezza ma con decisione. Applicate una leggera pressione sul corpo del gatto con il gomito dalla parte della mano con cui eseguirete la visita. </p>
<h2>Contenere un gatto spaventato </h2>
<p><strong>Cercate di ricorrere il meno possibile alla costrizione fisica.</strong> Questa, infatti irrita i gatti, rendendoli ancora più recalcitranti. Mentre vi avvicinate, parlate al gatto in modo rassicurante. <strong>Non fissatelo negli occhi, perché potrebbe interpretare il vostro sguardo come una minaccia</strong>. Osservate i movimenti dell’animale per capirne le intenzioni. Non rischiate di farvi mordere o graffiare. Se non siete sicuri che accetti la visita, usate un asciugamano per sollevarlo. </p>
<p>Appoggiate il gatto su un asciugamano, una coperta, un lenzuolo piegato o un telo qualsiasi. Tenetelo ben fermo afferrandolo per la collottola.<br />
Avvolgere il gatto con cura nel telo, accertandovi che non sia in grado di mordere o graffiare.<br />
Assicuratevi che la testa del gatto sia libera e il corpo ben avvolto. Tenere fermo il telo intorno al collo in modo che non scivoli. <strong>Visitate il gatto solo quando si è calmato.</strong></p>
<blockquote><p>Tratto da:<br />
”Cura il tuo gatto”<br />
di Bruce Fogle</p></blockquote>
Nota: c'è un link di stampa inserito in questo articolo. Visita l'articolo per stamparlo.
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		<title>Comportamento del gatto in base a età e sesso</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 19:40:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffogatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Igiene e comportamento]]></category>
		<category><![CDATA[comportamento]]></category>
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		<description><![CDATA[I disturbi che possono interessare il vostro gatto dipendono anche dall’età e dal sesso. E’ importante conoscere i comportamenti legati al sesso del proprio gatto e distinguerli dai segnali di uno stato patologico.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>I disturbi che possono interessare il vostro gatto dipendono anche dall’età e dal sesso.</strong> A tutti i gatti piacciono le marachelle, ma i cuccioli tendono a fare cose che individui con maggiore esperienza evitano. Incidenti come l’avvelenamento e i traumi sono tipici dei soggetti giovani. Nel periodo dell’estro, le gatte si possono comportare in modo assai bizzarro: cercate di capire qual è il comportamento normale prima di arrivare alla conclusione che la vostra gatta ha un problema medico.</p>
<h2>Cambiamenti del comportamento dovuti all’età</h2>
<p>I gatti di oggi vivono più a lungo che in passato. In effetti, tra le specialità della veterinaria si annovera oggi anche la medicina geriatrica. <strong>Invecchiando il vostro gatto può diventare più lento, riservato ed esigente, e subire un mutamento nelle papille gustative.</strong></p>
<p>Comunque, se il vostro animale ha una certa età, non dovete pensare che tutti i cambiamenti comportamentali siano conseguenza dell’invecchiamento. Le variazioni dell’appetito e delle abitudini possono essere provocate anche da malattie come l’ipertiroidismo o da problemi renali.</p>
<p><strong>Spesso risulta difficile distinguere i cambiamenti dovuti all’età da quelli legati a problemi di salute.</strong></p>
<p>Per esempio, un diverso aspetto dell’occhio può essere provocato dal fisiologico accumulo di  tessuto connettivo (la sclerosi, un problema legato all’età.), oppure da un virus. Se avete un gatto anziano che non si comporta in modo normale e, non riuscite a capire qual è il problema, consultate il veterinario. <strong>E’ buona norma far visitare i gatti anziani due volte l’anno.</strong></p>
<h2>Il sesso del vostro gatto</h2>
<p><strong>E’ importante conoscere i comportamenti legati al sesso del proprio gatto e distinguerli dai segnali di uno stato patologico.</strong> Una femmina in calore può sorprendere il proprietario inesperto: può gemere, lamentarsi e trascinarsi per casa come se avesse delle ferite al posteriore, particolari che possono essere facilmente scambiati per segnali di malattie o infortuni. Può darsi che beva di più, che diventi schizzinosa nel mangiare e muti abitudini igieniche, urinando più di frequente e al di fuori della lettiera. Sono cambiamenti normali connessi agli ormoni sessuali, tuttavia l’inappetenza, l’aumento della sete e la depressione possono essere anche sintomi di un’infezione potenzialmente letale all’utero. Se la vostra gatta non è sterilizzata, dovrete familiarizzare con le normali  variazioni comportamentali  nei periodi di attività ormonale, in modo da capire quando, invece, la gatta  presenta segni di malattie. La presenza di una femmina in calore può avere effetti evidenti sui gatti maschi non sterilizzati. Quando sente l’odore di una femmina nel periodo dell’estro spesso il maschio assume comportamenti insoliti. Per esempio, anche un perfetto gatto ‘’casalingo’’ può iniziare a spruzzare ovunque urina dall’odore pungente. Se esce di casa, probabilmente si batterà con altri maschi. Può capitare anche che smetta di mangiare.</p>
<p><em>Da &#8221;Cura il tuo gatto&#8221;<br />
di Bruce Fogle</em></p>
Nota: c'è un link di stampa inserito in questo articolo. Visita l'articolo per stamparlo.
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		<title>Vaccinare il gatto</title>
		<link>http://www.buffogatto.it/2009/11/vaccinare-il-gatto/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 07:25:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffogatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gatto e salute]]></category>
		<category><![CDATA[gatti]]></category>
		<category><![CDATA[prevenzione]]></category>
		<category><![CDATA[salute gatto]]></category>
		<category><![CDATA[vaccinazione]]></category>
		<category><![CDATA[vaccino]]></category>

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		<description><![CDATA[Le vaccinazioni sono praticate dal veterinario e permettono di immunizzare il gatto contro malattie gravi, a volte perfino incurabili. Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla vaccinazione del tuo gatto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Adottare un gatto è una decisione importante</strong>, che comporta delle responsabilità per quanto riguarda la <strong>tutela della sua salute</strong>. Per questo motivo è importante<strong> far vaccinare il gatto</strong>.</p>
<p>Il latte materno ha un alto potere immunologico e gli anticorpi permangono nei micini per circa una settimana dallo svezzamento.<br />
Questa &#8220;protezione&#8221; di origine materna inizia, a venire meno intorno alla settima settimana d&#8217;età. E poiché in genere i gatti entrano nelle nostre case proprio intorno all&#8217;ottava-nona settimana di vita, cioè quando la protezione di origine materna inizia ad essere insufficiente, bisogna subito <strong>recarsi dal veterinario per un&#8217;adeguata protezione vaccinale</strong>.<br />
E&#8217; inoltre opportuno evitare di mettere il gatto in contatto con altri simili non vaccinati sino al completamento del programma vaccinale.</p>
<p>Le vaccinazioni sono praticate dal veterinario e permettono di <strong>immunizzare il gatto contro malattie gravi</strong>, a volte perfino incurabili.<br />
Il veterinario esegue la prima vaccinazione del gatto, dopo un esame generale e rilascia al proprietario il libretto sanitario sul quale sono annotate tutte le vaccinazioni e, di anno in anno, i richiami.</p>
<p>E&#8217; errato pensare che le vaccinazioni non siano necessarie per i gatti che vivono in casa e che non hanno contatti con l&#8217;esterno, dopo una visita il veterinario valuta di quali vaccini necessita il gatto a seconda dello stile di vita, dell&#8217;ambiente dove abita (città o campagna), dell&#8217;età e dello stato generale di salute.<br />
Infatti, lo stile di vita di un gatto cittadino e quello di un animale che vive in campagna sono molto diversi, e ovviamente espongono i gatti in modo differente ai diversi rischi di infezione.</p>
<p>Si riporta di seguito una tabella delle <strong>vaccinazioni consigliate a seconda dello stile di vita del gatto</strong> (fonte: <a href="http://www.vaccinazionisumisura.com/vaccinazione-gatti.php" target="_blank">http://www.vaccinazionisumisura.com</a>).<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1674" style="border:none;" title="vaccinazioni" src="http://www.buffogatto.it/wp-content/uploads/2009/11/vaccinazioni.gif" alt="vaccinazioni" width="460" height="357" /></p>
<p>Il piano vaccinale da seguire, deve essere comunque stabilito dal veterinario di fiducia. Il gattino riceve, generalmente, il suo primo vaccino intorno alle otto settimane di età e continua i <strong>richiami annuali per tutta la durata della sua vita</strong>.</p>
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		<title>Piante velenose per il gatto</title>
		<link>http://www.buffogatto.it/2009/05/piante-velenose-per-il-gatto/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 06:32:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffogatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gatto e salute]]></category>
		<category><![CDATA[intossicazione]]></category>
		<category><![CDATA[piante velenose]]></category>
		<category><![CDATA[salute gatto]]></category>
		<category><![CDATA[veleno]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tuo gatto, mangiando le foglie di alcune piante, può incorrere in intossicazioni gravi, e talvolta anche fatali. Ecco una lista di piante velenose o comunque nocive per il gatto, così da evitare di tenerle in casa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Chiunque conviva con uno o più gatti, sa bene come il micio possa essere attratto da piante, o fiori secchi.</strong> Attenzione però, perchè mangiando le foglie di alcune piante, può incorrere in intossicazioni gravi, e talvolta anche fatali.</p>
<p>Persino certi antiparassitari per piante, da spruzzare sulle foglie, qualche volta possono avere un odore gradevole per il micio, che attirato a leccarle, può imbattersi in conseguenze facilmente immaginabili.</p>
<p><strong>ELENCO DELLE PIANTE VELENOSE PER IL GATTO</strong></p>
<ul>
<li><strong>Piante la cui linfa o il lattice può irritare o bruciare gli occhi e/o la pelle</strong></li>
</ul>
<p><strong>Aracee: </strong>dieffenbachia, alocasia/colocasia/xanthosoma (com: orecchio d’elefante, varie dimensioni e specie), anthurium (com: pianta Flamingo), arisaema, caladium, monstera (rampicante), philodendron (filodendro), zantedeschia (giglio calla).</p>
<p><strong>Euforbiacee:</strong> poinsettia (com: stella di Natale), croton, pedilanthus (com: stella di Natale del Giappone).</p>
<p><strong>Ficacee:</strong> hevea (com: albero della gomma), ficus.</p>
<p><span id="more-379"></span></p>
<ul>
<li><strong>Piante il cui contatto provoca dermatiti allergiche</strong></li>
</ul>
<p><strong>Amarillidacee:</strong> allamanda, narciso, giunchiglia, clivia, crinum (giglio ragno), hippeasthum (com: amaryllis).</p>
<p><strong>Tiliacee:</strong> sparmannia, tiglio d’appartamento.</p>
<p><strong>Compostite:</strong> crisantemo.</p>
<p><strong>Primulacee:</strong> primula.</p>
<p><strong>Liliacee:</strong> tulipano, chlorophytum (comu: pianta del ragno verde), giacinto, sansevieria (com: lingua di suocera).</p>
<p><!--more--></p>
<ul>
<li><strong>Piante la cui ingestione provoca disturbi digestivi</strong></li>
</ul>
<p>Aracee &#8211; Liliacee &#8211; Amarillidacee &#8211; aucuba (com: Aoki, polvere d’oro) &#8211; mimosa del Giappone &#8211; allamanda &#8211; Euforbiacee &#8211; ciclamino &#8211; ficus &#8211; vischio &#8211; agrifoglio &#8211; rododendro &#8211; azalea &#8211; erba morella.</p>
<p><!--more--></p>
<ul>
<li><strong>Piante la cui ingestione provoca altri disturbi</strong></li>
</ul>
<p><strong>Disturbi renali gravi:</strong> philodendron &#8211; ficus</p>
<p>Disturbi cardiovascolari: ciclamino &#8211; vischio &#8211; rododendro</p>
<p><strong>Turbe nervose:</strong> Amarillidacee &#8211; vischio &#8211; villucchio &#8211; mimosa del Giappone &#8211; philodendron &#8211; erba morella</p>
<blockquote><p>Lista tratta da: “La grande encicolopedia del gatto” De Agostini</p></blockquote>
<p>Se il nome di una pianta non è in questa lista, non significa che questa sia sicura, quindi se non siete assolutamente certi che la pianta non sia nociva per il gatto, è bene evitarla.</p>
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		</item>
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		<title>Toxoplasmosi: dubbi e credenze da sfatare</title>
		<link>http://www.buffogatto.it/2009/05/toxoplasmosi-dubbi-e-credenze/</link>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 06:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffogatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gatto e salute]]></category>
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		<category><![CDATA[malattie]]></category>
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		<category><![CDATA[salute gatto]]></category>
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		<description><![CDATA[Si sente tanto parlare della Toxoplasmosi così pericolosa per la specie umana. Senza sottovalutarne l’importanza, però è utile chiarire molti dubbi, e sfatare alcune credenze diffuse….
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sente tanto parlare di questa malattia così pericolosa per la specie umana, perchè nella donna in gravidanza può essere trasmessa al feto, con gravi conseguenze come cecità, o problemi neurologici. Senza sottovalutarne l’importanza, però <strong>è utile chiarire molti dubbi, e sfatare alcune credenze diffuse….<br />
</strong><br />
La toxoplasmosi colpisce l’uomo, tutti i mammiferi e gli uccelli. <strong>Il gatto e l’uomo s’infettano per ingestione di carni crude o poco cotte di suino, pecora, capra (raramente pollame e bovino) contenenti le “cisti tissutali del parassita.</strong> L’altra via per cui si può contrarre l’infezione, è l’accidentale ingestione dell’oocisti emesse dal gatto infetto, attraverso le feci, che si trovano nella cuccia, nella lettiera o nel terreno , dove possono sopravvivere anche 18 mesi, in condizioni ottimali. Sono proprio queste oocisti che possono contaminare le verdure. <strong>L’infezione attraverso il contatto diretto con il gatto, è ESTREMAMENTE difficile</strong>, perchè le oocisti eliminate con le feci, non sono subito infettanti, ma lo diventano dopo un periodo di “maturazione” di 1-5 giorni.</p>
<p><strong>La malattia è diffusa in tutto il mondo, e secondo studi recenti, la popolazione mondiale presenta anticorpi antitoxoplasma in notevole percentuale</strong>; ciò significa che milioni di persone hanno superato l’infezione, senza presentare sintomi. Nell’uomo, infatti, la malattia acquisita (non quella trasmessa dalla madre, al feto) decorre per lo più in forma asintomatica, e lascia come traccia un aumento di anticorpi antitoxoplasma che dura per tutta la vita, dando quindi un’immunità permanente.</p>
<p><strong>La trasmissione dalla madre al feto attraverso la placenta, avviene solamente se la madre contrae per la prima volta l’infezione durante la gravidanza</strong>; qualora la donna presentasse già gli anticorpi, sarebbe sicura di non contrarre più la malattia.</p>
<p>Nel gatto, che rappresenta l’ospite definitivo, il toxoplasma compie il suo ciclo vitale completo, e percio&#8217; questo animale ne viene considerato il grande diffusore. Questo può essere vero soltanto per i gatti randagi e semirandagi che, nutrendosi di topi, uccelli e altre carni crude, costituiscono un “serbatoio” per questo parassita; ma non è vero per <strong>i gatti domestici che, adeguatamente nutriti con cibi cotti e controllati, hanno una scarsissima probabilità di diventare dei portatori del toxoplasma</strong>. Nei casi sospetti, si può comunque sottoporre l’animale a test sierologici che, se positivi, indicano che l’animale è immune e non produce oocisti.</p>
<p><strong>Per evitare il contagio, le persone a rischio devono seguire determinate norme igieniche:</strong></p>
<ul>
<li>Impedire al proprio gatto di cibarsi di carni crude.</li>
<li>Pulire la cassetta igienica ogni giorno, e lavarla accuratamente con acqua bollente, o acqua e candeggina, allontanando al più presto possibile la lettiera sporca.</li>
<li>Pulire periodicamente la cuccia, con acqua bollente.</li>
<li>Tenere coperte le sabbiere dei bambini, affinchè non vengano contaminate dalle feci dei gatti.</li>
<li>Usare sempre dei guanti quando si lavora con la terra.</li>
<li>Le donne sieronegative in gravidanza, dovrebbero evitare il contatto con le feci del gatto, non mangiare carni poco cotte o crude, lavare accuratamente le verdure da consumare crude, e infine lavarsi bene le mani dopo aver toccato carne cruda, o terriccio.</li>
</ul>
<blockquote><p>
Testo tratto da ” Il Gatto, uno di Casa” edizioni Demetra.</p></blockquote>
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