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	<title>Buffogatto &#187; malattie</title>
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	<description>la casa dei gatti</description>
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		<title>Il gatto: in casa o all&#8217;aperto?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Dec 2009 08:47:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffogatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Convivere con il gatto]]></category>
		<category><![CDATA[adottare]]></category>
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		<description><![CDATA[I gatti, in genere, prediligono la libertà della vita all’aperto, ma tra i soggetti che si avventurano spesso fuori casa sono più comuni infortuni e malattie.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I gatti, in genere, prediligono la libertà della vita all’aperto, ma tra i soggetti che si avventurano spesso fuori casa sono più comuni infortuni e malattie.<br />
<strong>Le abitudini di un gatto influiscono notevolmente sul suo stato di salute</strong>. I felini liberi di passare del tempo all’aria aperta conducono una vita più naturale, ma possono essere più soggetti a infortuni ed infezioni. E’ più alto, per esempio, il rischio di tumori, a causa del legame esistente tra le infezioni virali trasmesse attraverso la saliva di altri gatti e il cancro del sistema linfatico, una delle forme tumorali più comuni tra i gatti.</p>
<h2>Problemi domestici</h2>
<p>Per un gatto vivere in casa è più sicuro, ma può essere anche estremamente noioso. <strong>Alcuni gatti si adattano bene alla vita domestica, mentre i più curiosi inventano attività di ogni tipo per vincere la noia</strong>. Con una netta predilezione per le cose più pericolose: per esempio appendersi con gli artigli al davanzale della finestra, assaggiare piante velenose o dormire nella lavatrice. Osservate il comportamento del vostro gatto: a seconda che sia introverso e riservato o uno scavezzacollo incorreggibile, vi sarà possibile individuare e prevenire problemi specifici.</p>
<h2>All’aperto</h2>
<p>Se il vostro gatto è libero di muoversi tra la casa e l’esterno, sarà più difficile controllare cosa gli capita. <strong>La vita all’aria aperta significa libertà e divertimento, ma comporta un maggior numero di rischi</strong>, tra cui infortuni dovuti a incidenti, avvelenamento, infezioni provocate dal morso di altri animali, facilità di sviluppare allergie e, purtroppo , anche un rischio più elevato di ferite dolorose inflitte con fucili ad aria compressa.</p>
<h2>Interpretare i segnali di malessere</h2>
<p>Il dolore è una percezione: nel sistema nervoso non esistono vie specifiche per il dolore. La percezione del dolore, poi, varia di specie in specie, i gatti per esempio riescono ad occultare il dolore meglio dei cani. Questa capacità è positiva e negativa al tempo stesso. Da un lato, i gatti non subiscono stati di shock provocati dal dolore con la stessa facilità dei cani; d’altro canto, poiché è meno probabile che un gatto mostri di soffrire e si lamenti, è più difficile rendersi conto quando è seriamente malato. <strong>Indipendentemente dal tipo di vita che conduce, ogni variazione delle normali abitudini del vostro gatto è importante</strong>. Il modo di sedersi, la quantità di cibo che consuma, il suo rapporto con voi sono comportamenti di routine: se vi accorgerete di cambiamenti significativi, chiedete consiglio al veterinario se la situazione vi preoccupa.</p>
<p><em>Da &#8221;Cura il tuo gatto&#8221;<br />
di Bruce Fogle</em></p>
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		<title>Toxoplasmosi: dubbi e credenze da sfatare</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 06:23:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffogatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gatto e salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Si sente tanto parlare della Toxoplasmosi così pericolosa per la specie umana. Senza sottovalutarne l’importanza, però è utile chiarire molti dubbi, e sfatare alcune credenze diffuse….
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Si sente tanto parlare di questa malattia così pericolosa per la specie umana, perchè nella donna in gravidanza può essere trasmessa al feto, con gravi conseguenze come cecità, o problemi neurologici. Senza sottovalutarne l’importanza, però <strong>è utile chiarire molti dubbi, e sfatare alcune credenze diffuse….<br />
</strong><br />
La toxoplasmosi colpisce l’uomo, tutti i mammiferi e gli uccelli. <strong>Il gatto e l’uomo s’infettano per ingestione di carni crude o poco cotte di suino, pecora, capra (raramente pollame e bovino) contenenti le “cisti tissutali del parassita.</strong> L’altra via per cui si può contrarre l’infezione, è l’accidentale ingestione dell’oocisti emesse dal gatto infetto, attraverso le feci, che si trovano nella cuccia, nella lettiera o nel terreno , dove possono sopravvivere anche 18 mesi, in condizioni ottimali. Sono proprio queste oocisti che possono contaminare le verdure. <strong>L’infezione attraverso il contatto diretto con il gatto, è ESTREMAMENTE difficile</strong>, perchè le oocisti eliminate con le feci, non sono subito infettanti, ma lo diventano dopo un periodo di “maturazione” di 1-5 giorni.</p>
<p><strong>La malattia è diffusa in tutto il mondo, e secondo studi recenti, la popolazione mondiale presenta anticorpi antitoxoplasma in notevole percentuale</strong>; ciò significa che milioni di persone hanno superato l’infezione, senza presentare sintomi. Nell’uomo, infatti, la malattia acquisita (non quella trasmessa dalla madre, al feto) decorre per lo più in forma asintomatica, e lascia come traccia un aumento di anticorpi antitoxoplasma che dura per tutta la vita, dando quindi un’immunità permanente.</p>
<p><strong>La trasmissione dalla madre al feto attraverso la placenta, avviene solamente se la madre contrae per la prima volta l’infezione durante la gravidanza</strong>; qualora la donna presentasse già gli anticorpi, sarebbe sicura di non contrarre più la malattia.</p>
<p>Nel gatto, che rappresenta l’ospite definitivo, il toxoplasma compie il suo ciclo vitale completo, e percio&#8217; questo animale ne viene considerato il grande diffusore. Questo può essere vero soltanto per i gatti randagi e semirandagi che, nutrendosi di topi, uccelli e altre carni crude, costituiscono un “serbatoio” per questo parassita; ma non è vero per <strong>i gatti domestici che, adeguatamente nutriti con cibi cotti e controllati, hanno una scarsissima probabilità di diventare dei portatori del toxoplasma</strong>. Nei casi sospetti, si può comunque sottoporre l’animale a test sierologici che, se positivi, indicano che l’animale è immune e non produce oocisti.</p>
<p><strong>Per evitare il contagio, le persone a rischio devono seguire determinate norme igieniche:</strong></p>
<ul>
<li>Impedire al proprio gatto di cibarsi di carni crude.</li>
<li>Pulire la cassetta igienica ogni giorno, e lavarla accuratamente con acqua bollente, o acqua e candeggina, allontanando al più presto possibile la lettiera sporca.</li>
<li>Pulire periodicamente la cuccia, con acqua bollente.</li>
<li>Tenere coperte le sabbiere dei bambini, affinchè non vengano contaminate dalle feci dei gatti.</li>
<li>Usare sempre dei guanti quando si lavora con la terra.</li>
<li>Le donne sieronegative in gravidanza, dovrebbero evitare il contatto con le feci del gatto, non mangiare carni poco cotte o crude, lavare accuratamente le verdure da consumare crude, e infine lavarsi bene le mani dopo aver toccato carne cruda, o terriccio.</li>
</ul>
<blockquote><p>
Testo tratto da ” Il Gatto, uno di Casa” edizioni Demetra.</p></blockquote>
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		<title>FIP Peritonite infettiva felina</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 05:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffogatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gatto e salute]]></category>
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		<description><![CDATA[La peritonite infettiva felina è una tra le più gravi malattie virali che colpiscono i gatti domestici e selvatici; spesso è di difficile diagnosi e ha un'altissima mortalità...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La peritonite infettiva felina è una tra le più gravi malattie virali che colpiscono i gatti domestici e selvatici</strong>; spesso è di difficile diagnosi e ha un&#8217;altissima mortalità. Sono disponibili dei test sierologici per facilitare la diagnosi, ma a tutt&#8217;oggi la profilassi vaccinale è ancora in via sperimentale.<br />
Un gatto infettato dal virus presenta, prima della comparsa dei sintomi, un <strong>periodo di incubazione variabile da poche settimane a qualche mese. </strong>I primi segni della malattia sono caratterizzati da <strong>febbre elevata</strong> (la temperatura normale del gatto va da 38,2 a 38,5 °C). La febbre, può essere ciclica e variare sensibilmente nell&#8217;arco di pochi giorni, è spesso resistente alla terapia antibiotica.<br />
Oltre all&#8217;ipertermia e all&#8217;anoressia compare una<strong> progressiva disidratazione.</strong> In base alla sintomatologia clinica, la disidratazione può essere classificata come lieve, moderata o grave.</p>
<p>Anche la rapidità con cui si manifesta la disidratazione può condizionare la gravità. In linea di massima si valuta considerando la distensione di una piega cutanea provocata da un pizzicamento (la cute non si distende subito come dovrebbe avvenire); si definisce lieve una disidratazione del 5%, moderata del 10% e grave tra il 10 e il 15%.</p>
<p>Sintomi generici, quali anoressia, l&#8217;ipertermia resistente agli antibiotici, il progressivo dimagrimento, la disidratazione, si accompagnano rapidamente ad altri sintomi più specifici della peritonite infettiva.<br />
La malattia si presenta sotto forme diverse. <strong>La più diffusa è la forma essudativa o &#8220;umida&#8221;, caratterizzata dalla presenza di una raccolta liquida nella cavità toracica o addominale.</strong> In questo caso assisteremo a un notevole aumento di volume dell&#8217;addome causato dall&#8217;accumulo di liquido nella cavità peritonea (fino a un litro).</p>
<p>Se sono interessati la pleura o il pericardio, il gatto avrà notevoli difficoltà respiratorie, dolore e affaticamento, si limiterà nei movimenti e sceglierà posizioni che gli possano alleviare le sofferenze.<br />
Per confermare la diagnosi con precisione saranno necessari una radiografia e il prelievo del liquido dall&#8217;addome.</p>
<p>La seconda forma della malattia è la cosidetta forma non essudativa o<strong> &#8220;secca&#8221;. L&#8217;affezione è allora difficile da diagnosticare precocemente perchè le lesioni provocate dal virus possono colpire qualsiasi organo.</strong></p>
<p><strong>La forma essudativa della malattia è la più fulminante; in genere dopo tre-sei settimane dalla comparsa dei primi sintomi, l&#8217;animale muore. </strong></p>
<p><strong></strong>La forma secca ha invece un&#8217;evoluzione più lenta e alcuni gatti possono vivere da sei mesi a un anno. La molteplicità dei sintomi permette di capire come a volte siano difficili da interpretare e perchè sia spesso necessario ricorrere ai test di laboratorio.</p>
<p><strong>Una diagnosi certa della malattia è possibile attraverso un esame dei tessuti colpiti: </strong>l&#8217;esame comporta un prelievo di tessuto (biopsia) effettuato in anestesia generale. Purtroppo non esiste ancora un vaccino, la trasmissione della malattia avviene per via respiratoria per via uterina, per via cutanea e attraverso le feci e l&#8217;urina.</p>
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		<title>FIV Sindrome da immunodeficienza virale</title>
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		<pubDate>Wed, 13 May 2009 05:21:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffogatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gatto e salute]]></category>
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		<description><![CDATA[Il virus colpisce alcuni globuli bianchi (linfociti) che hanno il compito di difendere l'organismo dall'aggressione di agenti infettivi, questo comporta una grave diminuzione delle difese immunitarie...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La FIV è simile alla sindrome da immunodeficienza umana, ma <strong>è causata da un tipo di virus che NON colpisce l&#8217;uomo</strong>.<br />
I gatti si trasmettono la malattia con morsi, attraverso la saliva, oppure con scambio di liquidi durante l&#8217;accoppiamento. Difficilmente il passaggio del virus avviene attraverso lo scambio di ciotole o l&#8217;utilizzo della lettiera, in quanto non è resistente all&#8217;ambiente.</p>
<p><strong>Il periodo di incubazione della FIV è piuttosto lungo; come per l&#8217;AIDS dell&#8217;uomo, il soggetto infetto può apparire perfettamente in salute anche per anni, e non manifestare alcun sintomo</strong>.<br />
Il virus colpisce alcuni globuli bianchi (linfociti) che hanno il compito di difendere l&#8217;organismo dall&#8217;aggressione di agenti infettivi, questo comporta una grave diminuzione delle difese immunitarie <strong>predisponendo il gatto infetto all&#8217;aggravamento di infezioni virali che nei soggetti sani vengono facilmente respinte.</strong></p>
<p>La diagnosi viene eseguita con un esame del sangue, l&#8217;unico metodo per sapere se un gatto è stato infettato. Bisogna però sapere che esiste un periodo (cosidetto &#8220;finestra&#8221;), in cui benchè il gatto sia stato infettato, il test potrebbe risultare negativo. Questo periodo può variare da uno a sei mesi.</p>
<p><strong>Una terapia specifica non esiste e nemmeno un vaccino per la prevenzione.</strong> Per evitare che il gatto sia contagiato, è necessario che non venga a contatto con soggetti potenzialmente infetti (maschi interi randagi o girovaghi), quindi si consiglia di sterilizzare il gatto di casa per evitargli lotte territoriali o accoppiamento con femmine infette.<br />
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		<title>FELV Leucemia felina</title>
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		<pubDate>Sat, 09 May 2009 09:15:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>buffogatto</dc:creator>
				<category><![CDATA[Gatto e salute]]></category>
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		<description><![CDATA[La leucemia felina è una grave malattia che colpisce le cellule del midollo osseo e determina una diminuzione dei globuli bianchi nel sangue...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La leucemia felina è una grave malattia che colpisce le cellule del midollo osseo e determina una diminuzione dei globuli bianchi nel sangue. <strong>Può essere trasmessa attraverso la saliva, il sangue e l&#8217;urina</strong>; il virus è molto resistente, sopravvive anche un mese se protetto da materiale organico, quindi la trasmissione può avvenire anche attraverso la condivisione della stessa ciotola, la cuccia o la lettiera.</p>
<p>I sintomi più comuni sono anemia, debolezza, calo di peso, vomito, diarrea o stipsi e problemi respiratori, ma questi sintomi sono molto variabili. <strong>La diagnosi si esegue con un test di laboratorio, eseguibile presso la maggior parte degli ambulatori veterinari</strong>. Le cure esistenti sono inefficaci, in quanto questa malattia colpisce le difese immunitarie e predispone il gatto ad altri tipi di infezioni e tumori.</p>
<p>L&#8217;aspettativa di vita di un gatto affetto da FELV è molto variabile, dai tre ai quattro anni in media, ma una parte dei gatti FELV-positivi non sviluppa mai patologie legate a questa forma di immunodeficenza.</p>
<p>L&#8217;unico modo per proteggere il gatto dal contagio è un&#8217;attenta prevenzione, a differenza di altre malattie come la FIV, <strong>per la leucemia felina esiste un vaccino in grado di dare buona protezione</strong>. Al vaccino, va comunque abbinato un comportamento atto ad evitare che il gatto venga in contatto con soggetti potenzialmente infetti (vedi randagi).</p>
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