Povero sfortunato figlio
la sorte non ti è stata benigna,
creatura della sofferenza…
dai spazi infiniti sei venuto
eri appena affacciato alla vita
e rapito dalla morte sei tornato.
L’inganno del fato ti ha strappato
alle coccole,agli affetti pieni d’amore
di chi ti avrebbe voluto bene…
Ti piango e soffro come mamma
poiché t’ho visto immerso nel dolore.
Leopold Persidi Roma.05-11-2004
Cosa puoi fare adesso?