Toxoplasmosi: dubbi e credenze da sfatare

Si sente tanto parlare della Toxoplasmosi così pericolosa per la specie umana. Senza sottovalutarne l’importanza, però è utile chiarire molti dubbi, e sfatare alcune credenze diffuse….

Si sente tanto parlare di questa malattia così pericolosa per la specie umana, perchè nella donna in gravidanza può essere trasmessa al feto, con gravi conseguenze come cecità, o problemi neurologici. Senza sottovalutarne l’importanza, però è utile chiarire molti dubbi, e sfatare alcune credenze diffuse….

La toxoplasmosi colpisce l’uomo, tutti i mammiferi e gli uccelli. Il gatto e l’uomo s’infettano per ingestione di carni crude o poco cotte di suino, pecora, capra (raramente pollame e bovino) contenenti le “cisti tissutali del parassita. L’altra via per cui si può contrarre l’infezione, è l’accidentale ingestione dell’oocisti emesse dal gatto infetto, attraverso le feci, che si trovano nella cuccia, nella lettiera o nel terreno , dove possono sopravvivere anche 18 mesi, in condizioni ottimali. Sono proprio queste oocisti che possono contaminare le verdure. L’infezione attraverso il contatto diretto con il gatto, è ESTREMAMENTE difficile, perchè le oocisti eliminate con le feci, non sono subito infettanti, ma lo diventano dopo un periodo di “maturazione” di 1-5 giorni.

La malattia è diffusa in tutto il mondo, e secondo studi recenti, la popolazione mondiale presenta anticorpi antitoxoplasma in notevole percentuale; ciò significa che milioni di persone hanno superato l’infezione, senza presentare sintomi. Nell’uomo, infatti, la malattia acquisita (non quella trasmessa dalla madre, al feto) decorre per lo più in forma asintomatica, e lascia come traccia un aumento di anticorpi antitoxoplasma che dura per tutta la vita, dando quindi un’immunità permanente.

La trasmissione dalla madre al feto attraverso la placenta, avviene solamente se la madre contrae per la prima volta l’infezione durante la gravidanza; qualora la donna presentasse già gli anticorpi, sarebbe sicura di non contrarre più la malattia.

Nel gatto, che rappresenta l’ospite definitivo, il toxoplasma compie il suo ciclo vitale completo, e percio’ questo animale ne viene considerato il grande diffusore. Questo può essere vero soltanto per i gatti randagi e semirandagi che, nutrendosi di topi, uccelli e altre carni crude, costituiscono un “serbatoio” per questo parassita; ma non è vero per i gatti domestici che, adeguatamente nutriti con cibi cotti e controllati, hanno una scarsissima probabilità di diventare dei portatori del toxoplasma. Nei casi sospetti, si può comunque sottoporre l’animale a test sierologici che, se positivi, indicano che l’animale è immune e non produce oocisti.

Per evitare il contagio, le persone a rischio devono seguire determinate norme igieniche:

  • Impedire al proprio gatto di cibarsi di carni crude.
  • Pulire la cassetta igienica ogni giorno, e lavarla accuratamente con acqua bollente, o acqua e candeggina, allontanando al più presto possibile la lettiera sporca.
  • Pulire periodicamente la cuccia, con acqua bollente.
  • Tenere coperte le sabbiere dei bambini, affinchè non vengano contaminate dalle feci dei gatti.
  • Usare sempre dei guanti quando si lavora con la terra.
  • Le donne sieronegative in gravidanza, dovrebbero evitare il contatto con le feci del gatto, non mangiare carni poco cotte o crude, lavare accuratamente le verdure da consumare crude, e infine lavarsi bene le mani dopo aver toccato carne cruda, o terriccio.

Testo tratto da ” Il Gatto, uno di Casa” edizioni Demetra.


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