Sterilizzazione: pro e contro

I pareri in merito alla sterilizzazione del gatto sono contrastanti, sta alla nostra coscienza decidere cosa è meglio fare. Da un lato c’è il desiderio di rispettare la natura del nostro piccolo felino, dall’altro l’esigenza di salvaguardare più a lungo possibile la sua salute e il suo benessere nell’ambiente in cui dovrà vivere.

Quando ci si appresta a portare il micio dal veterinario per la prima visita, uno dei dubbi più frequenti è come comportarsi al sopraggiungere del primo “calore”. Non esiste una risposta giusta o una sbagliata, sta alla nostra coscienza decidere cosa è meglio fare. Da un lato c’è il desiderio di rispettare la natura del nostro piccolo felino, dall’altro l’esigenza di salvaguardare più a lungo possibile la sua salute e il suo benessere nell’ambiente in cui dovrà vivere.

Se il gatto vive esclusivamente in appartamento, la sterilizzazione diventa una scelta quasi obbligata. Il maschio quando raggiunge la maturità sessuale (7-12 mesi), inizia a produrre gli ormoni che portano al tipico comportamento per cui manifesterà miagolii insistenti, tenterà di fuggire in cerca di una femmina e produrrà urine dall’odore particolarmente pungente depositandole in qualsiasi angolo della casa che non sia la sua lettiera.

La castrazione è l’unico modo di eliminare tale comportamento.

Sul maschio si può intervenire con la castrazione, cioè l’asportazione dei testicoli, eliminando ogni stimolo sessuale e la facoltà riproduttiva (operazione irreversibile); oppure con un intervento di vasectomia, lasciando intatti stimoli e capacità sessuali ed eliminando solo la fertilità dell’animale (operazione che può essere eseguita in modo da risultare reversibile). Teniamo presente che solo la castrazione eliminerà le manifestazioni del comportamento sessuale.

Per i gatti maschi che vivono anche all’aperto, la castrazione significa evitargli ferite derivanti dalle lotte con altri maschi, infezioni virali che possano sopraggiungere da graffi o morsi e proteggerlo dai pericoli delle strade nel suo girovagare alla ricerca di una femmina con cui accoppiarsi.

Se pensiamo ai mici di strada, la sterilizzazione è consigliata per evitare la nascita di gattini che non essendo appunto accuditi da una famiglia, facilmente morirebbero di stenti, e per evitare la sovrapopolazione delle comunità di randagi. A questo proposito esistono tante associazioni che si occupano di far sterilizzare i mici di strada e li ricollocano poi nel loro ambiente.

Anche per la femmina esistono due tipi di intervento: l’ovarectomia, cioè l’asportazione delle ovaie, eliminando così gli stimoli sessuali e la capacità riproduttiva (operazione irreversibile); oppure la contraccezione, sotto forma di pillola o iniezioni. La pillola è consigliata nel caso si voglia far riposare la gatta fra un parto e l’altro, oppure quando si voglia ritardare l’estro per qualche motivo.

L’uso delle pillole contraccettive comporta alcuni svantaggi: non è possibile somministrarle alle gatte diabetiche, a dosi prolungate nel tempo comporta il rischio di malattie uterine; si possono manifestare effetti collaterali come l’aumento dell’appetito con conseguente incremento del peso, e un eccessiva pigrizia.

I pareri in merito al tipo di intervento sono contrastanti sia per il maschio che per la femmina, come suggerito sopra sta a voi decidere la linea migliore da adottare. Quale che sia la vostra scelta è da concordare con il veterinario di fiducia.

Per l’intervento chirurgico, si consiglia di tenere il gatto a digiuno per almeno 12 ore prima, dato che viene eseguito in anestesia totale. Spesso è possibile riportare il micio a casa poco dopo l’operazione, a volte la femmina viene trattenuta per una notte in osservazione.

Una volta a casa aiutate la convalescenza lasciando l’animale a riposo in un ambiente caldo e preparandogli cibi leggeri. Nella fase di guarigione è importante anche il vostro affetto per una perfetta ripresa del micio. Nel maschio l’intervento è meno invasivo, quindi la ripresa sarà molto più rapida; nella femmina lascia alcuni punti di sutura, che saranno tolti dal veterinario dopo 5-10 giorni.


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