Abituarlo a stare solo

Si rende talvolta necessario educare il gatto affinchè si abitui a restare solo in casa, senza sentirsi disorientato per l’assenza del padrone, senza causare danni (marcatura del territorio con le unghie o con l’urina…) e senza dedicarsi a giochi pericolosi…

Nonostante la sua natura indipendente, si rende talvolta necessario educare il gatto affinchè si abitui a restare solo in casa, senza sentirsi disorientato per l’assenza del padrone, senza causare danni (marcatura del territorio con le unghie o con l’urina…) e senza dedicarsi a giochi pericolosi.

Come regola generale, il gatto non ha certamente bisogno della presenza di qualcuno per avere un comportamento normale. Restare solo non provoca in lui uno stato di sconforto come nel cane, ma non si può nemmeno dire che sia un asociale: anzi, adora perfino i contatti… insomma è un tipo che si adatta.

In alcuni casi, l’assenza del padrone può invece generare uno stato di turbamento nel felino. Per esempio, un gattino acquistato, oppure un trovatello adottato alla nascita (entro cioè i primi 15 giorni di vita), considera il padrone o la padrona come un sostituto materno, cui si attaccherà sensibilmente. Se il gattino resta solo tutto il giorno, diventa imperativo lasciargli un riferimento olfattivo che lo rassicuri: un’oggetto o un capo d’abbigliamento impregnato dell’odore del suo padrone; non dimentichiamo infatti che i gatti vivono in un mondo fatto di odori.

Una terza situazione è quella del gatto che ha sempre vissuto all’esterno: abituarlo a restare solo in un appartamento si rivela difficile e penoso. Un gatto che viveva all’esterno ed è costretto brutalmente a vivere all’interno di una casa sarà preso dal panico e dall’ansia e reagirà aumentando la marcatura territoriale; come conseguenza si avranno mobili rovinati e nel peggiore dei casi un appartamento devastato. Per evitare questo stato di panico, si farà ricorso ai “feromoni di familiarizzazione”.

Queste sostanze, secrete dalle ghiandole sebacee che si trovano sui lati della testa del gatto (dal mento fino all’orecchio), sulla coda e all’altezza dei cuscinetti carpali, impregnano oggetti, cose e persone e gli indicano che quell’oggetto, quella cosa su cui si è già strusciato, gli è familiare, è sua e pertanto può passarvi accanto senza pericolo. Oggetto marcato, gatto rassicurato.

Per raccogliere questi ormoni sarà sufficiente strofinare delicatamente il muso del gatto con garze sterili (inidori), dopo aver infilato guanti di gomma, e passarle su tutti i punti strategici (braccioli di sedie e poltrone, angoli dei muri, piedi delle sedie): così inganneremo il gatto che si tranquillizzerà. Per i primi otto o dieci giorni gli si permetterà l’accesso solo ad una o due stanze dell’appartamento e poi, una ad una, gli si apriranno le altre perchè possa orientarsi e sentirsi rassicurato.

Per non frustrare il suo istinto di cacciatore, che poteva sfogare all’esterno, gli si forniranno molti giochi, affinchè possa mimare il “rito della caccia”.

Testo tratto da:
IL MANUALE DEL GATTO
come sceglierlo, nutrirlo e mantenerlo sano
Editore: De Agostini

Note:

In commercio si possono trovare dei feromoni sintetici, sono fatti come gli emanatori di profumo, da inserire nella spina di corrente, sono totalmente inodore e hanno la caratteristica di tranquillizare il micio. Purtroppo hanno il difetto di essere abbastanza costosi.


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